Questa sezione aiuta a creare itinerari di uno o due giorni a Bukhara, capaci di includere le principali attrazioni e offrire la migliore esperienza di visita. Un buon programma dovrebbe:
- comprendere monumenti, bazar, cupole commerciali, madrase, moschee e gallerie;
- prevedere ogni luogo nell’orario e dal punto di osservazione più adatti a fotografie e video;
- ridurre spostamenti e fatica, lasciando tempo per riposo, acquisti e altre attività;
- contenere i costi di trasporto e ottimizzare il lavoro della guida;
- rendere l’intera esperienza piacevole e istruttiva.
Bukhara può far parte di un itinerario culturale, storico o d’avventura in Uzbekistan, oppure di un viaggio più ampio attraverso i Paesi dell’Asia centrale: Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Turkmenistan.
Storia
Bukhara esercita da secoli una straordinaria attrazione sulle menti curiose. Una parte importante della storia umana è legata al suo nome. Lungo la Grande Via della Seta, le carovane dirette dalla Cina verso l’Europa e il mondo arabo trasportavano merci e, soprattutto, notizie di civiltà e culture diverse. Bukhara assorbì quei messaggi e li riflesse nei propri monumenti e nell’identità culturale dei suoi abitanti, al crocevia delle antiche rotte.
La città è antica quanto la rivale Samarcanda, anche se la sua età esatta resta discussa. È certo che un insediamento urbano prosperava qui già 2.500 anni fa. Bukhara raggiunse un grande splendore nei secoli IX e X sotto i Samanidi. Messa in ombra da Samarcanda ai tempi di Tamerlano, tornò centrale come capitale del khanato di Bukhara durante la dinastia shaybanide.
Considerata un pilastro dell’Islam e la capitale religiosa dell’Asia centrale, con sepolture di parenti del Profeta e santi musulmani, Bukhara accolse anche altre fedi. Una sinagoga è tuttora attiva in città.
È sempre stata anche una città di poesia e racconti. Studiosi e scrittori celebri, fra cui Avicenna e Rudaki, resero noto il nome di Bukhara nel mondo. I suoi abitanti, ospitali e dignitosi, sono fieri della propria città e accolgono volentieri gli ospiti.
Cosa vedere a Bukhara
Le escursioni possono comprendere tutti i monumenti e i luoghi d’interesse, adattando il percorso alla preparazione e agli interessi del visitatore. È possibile concentrarsi su architettura, storia, epoca preislamica o islamica, convivenza fra Islam, Cristianesimo, Ebraismo e Buddismo nella Bukhara medievale, artigianato oppure cucina locale.
Fortezza Ark
La cittadella Ark, residenza degli ultimi emiri di Bukhara, risale al V secolo. La prima menzione compare nella Storia di Bukhara di Abu Bakr Narshakhi, opera dedicata al periodo 899–960.
L’imponente fortezza ospitò scienziati e artisti. La sua biblioteca fu una fonte di sapere per Avicenna, Rudaki, al-Farabi e Omar Khayyam. Le celle cupe dei prigionieri e il cortile del trono degli emiri evocano ancora il potere assoluto e la vanità regale.
Mausoleo di Ismail Samani
È il più antico edificio conservato di Bukhara, costruito intorno al 905. Custodisce la tomba di Ismail Samani, fondatore della gloriosa dinastia samanide, che lo fece erigere inizialmente per il padre.
Molti lo considerano uno degli edifici più belli ed eleganti dell’Asia centrale, pur nella sua semplicità. Il raffinato intreccio di mattoni in terracotta reca ancora segni e simboli della religione zoroastriana preislamica. L’aspetto armonioso e l’autentica antichità ne fanno una delle maggiori attrazioni cittadine.
Mausoleo Chashma Ayub
In Asia centrale numerosi luoghi sono associati al passaggio di santi. Uno di questi è il pozzo Chashma Ayub. Secondo la leggenda, la terra era arida e gli abitanti soffrivano per la mancanza d’acqua. Giobbe, il profeta biblico, colpì il suolo con il bastone e fece sgorgare una sorgente cristallina. Ancora oggi la popolazione attribuisce all’acqua proprietà curative. In seguito, intorno al pozzo sorse un cimitero.
Minareto e moschea Po-i-Kalyan
Da oltre otto secoli il minareto Kalyan definisce il profilo di Bukhara. A lungo fu l’edificio più alto dell’Asia centrale e servì da faro e torre di avvistamento. La leggenda narra che Gengis Khan, giunto nella piazza dopo avere sconfitto i difensori e devastato parte della città, alzò lo sguardo e perse l’elmo, dovendo chinarsi per raccoglierlo.
Il conquistatore, che sosteneva di non essersi mai inchinato davanti a nessuno, giudicò la torre tanto grandiosa da risparmiarla. Il minareto è così sopravvissuto e oggi la sua scala interna di 105 gradini conduce a una magnifica vista sulla città.
Nel 1514 accanto alla torre sorse la grande moschea congregazionale Kalyan, capace di accogliere fino a 12.000 fedeli.
Madrasa di Ulugh Beg
La madrasa di Ulugh Beg è l’unico edificio di Bukhara conservato del periodo del grande astronomo e scienziato. Durante il suo governo la città conobbe una notevole prosperità culturale ed economica, in contrasto con il ruolo secondario avuto nell’impero di Timur.
Il clero della città, considerata la capitale islamica dell’Asia centrale, fu spesso ostile a Ulugh Beg. Uomo di scienza e illuminazione, scelse proprio la conservatrice Bukhara per la sua prima istituzione educativa e fece incidere sulle porte che aspirare alla conoscenza è dovere di ogni musulmano e musulmana.
Nelle 80 celle gli studenti apprendevano arabo, geometria, astronomia e materie religiose dall’alba al tramonto. Gli studi duravano fra 15 e 20 anni e per decenni i diplomati alimentarono le schiere degli studiosi e dei poeti orientali.
Sitorai Mohi Hosa, residenza estiva
Quattro chilometri a nord di Bukhara sorge la sontuosa residenza dell’emiro Abd al-Ahad Khan. I lavori iniziarono alla fine del XIX secolo, quando l’emiro, colpito dalle realizzazioni occidentali, inviò a San Pietroburgo i migliori architetti e costruttori di Bukhara perché apprendessero nuove tecniche.
Le sale fondono liberamente tendenze architettoniche occidentali e tradizioni locali. Trenta artigiani lavorarono per oltre due anni alla celebre Sala bianca, decorandola con abbaglianti volute di stucco intagliato su fondo a specchio. L’harem sul retro del frutteto, le sale di ricevimento e l’atmosfera fresca e tranquilla invitano a immergersi nel ritmo lento della vita di corte.
Lyabi Hauz
Il luogo più animato della vecchia Bukhara è la zona intorno alla vasca di Lyabi Hauz. Abitanti e visitatori vi cercano il fresco della sera dopo il caldo estivo, all’ombra di enormi gelsi secolari, fra il suono delle fontane e gli uccelli dello specchio d’acqua.
Il potente visir Nadir Divan Begi fece costruire il complesso, che comprende la sua khanaka, la madrasa Kukeldash e la madrasa Nadir Divan Begi.
Nel parco ombreggiato accanto alla madrasa si trova il monumento a Khodja Nasreddin, eroe popolare dell’Asia centrale noto anche come Afandi. È il protagonista di innumerevoli racconti sul perenne conflitto fra aristocratici ricchi ma stolti e contadini poveri ma arguti.
Madrasa Kukeldash
Con 160 celle, la madrasa Kukeldash era la più grande scuola islamica di Bukhara. Il portale della vicina madrasa Nadir Divan Begi presenta immagini di animali e uccelli fantastici. Oggi il cortile ospita spettacoli folcloristici e sfilate che uniscono tagli contemporanei e decorazioni tradizionali create da stilisti locali.
